Home page
Chi siamo
Le nostre razze
L'allevamento
La selezione
Arieti da riproduzione
Acquisti e contatti
Trasporti e consegne
Disponibilità di capi
L'allevamento che si pone come obiettivo il miglioramento delle prestazioni produttive è un'attività composta di scienza e di arte.

Richiede tempo e passione per dare risultati apprezzabili e non consente scorciatoie.

Attraverso il nostro lavoro di selezione nel corso di generazioni, rispettando sempre la natura degli animali e valutandone le caratteristiche per fissare le migliori e trasmetterle alla discendenza, offriamo capi da allevamento e riproduzione capaci di fornire le migliori prestazioni che le pecore di razza Frisona possono dare.

Elevata produzione di latte di alta qualità casearia, lungo periodo di lattazione, fecondità ai massimi livelli.

L'Allevamento Le Motte è esclusivamente dedicato alla produzione di soggetti riproduttori destinati agli allevatori professionali.


FRISONA CHE PASSIONE!
C'è chi la descrive come la migliore razza di pecora da latte al mondo. Possiamo testimoniare che è profittevole oltre ogni aspettativa. Alla mansuetudine tipica della specie unisce una particolare curiosità e disponibilità verso il suo allevatore che ne facilita ogni aspetto della conduzione. Adatta più di ogni altra all'allevamento in stalla è comunque un ottima pascolatrice e si presta ai più diversi sistemi di gestione. Ottima madre e molto prolifica, produce latte di ottima qualità casearia in quantità notevole. Già con pochi capi si può iniziare un allevamento da reddito per la produzione aziendale di ottimi trasformati da avviare al piccolo commercio locale. Per allevamenti di maggiore dimensione l'impiego di arieti Frisoni selezionati delle Motte nell'incrocio con razze nostrane, offre decisi incrementi di produzione nella discendenza. L'allevamento Le Motte mette a disposizione degli allevatori il frutto del proprio lavoro di selezione ed è in grado di dare risposta ad ogni esigenza.

I nostri riproduttori selezionati sono venduti da anni in tutta Italia. L'acquisto di capi originali dell'Allevamento Le Motte garantisce soggetti di genealogia certa, di pura razza Frisona e frutto di un costante lavoro di sviluppo e miglioramento delle prestazioni produttive ottenuto grazie ad un rigoroso e continuo lavoro di selezione delle nostre fattrici. Scegliamo in tutta Europa le migliori linee di sangue per offrire un progressivo e graduale rinnovo genetico nel rispetto degli elevati obiettivi di miglioramento del nostro progetto di selezione.
 Ciò rende ogni nuova generazione ancora migliore della precedente.



Per saperne di più..

Nella sezione che segue vogliamo fornire alcune informazioni sulla pecora Frisona. Spesso le notizie disponibili in rete non sono sufficienti per farsi un'opinione corretta su questa razza e talvolta  vere e proprie inesattezze  si diffondono senza alcuna revisione critica. Questo può generare qualche confusione che speriamo di contribuire a dissolvere offrendo il contributo della nostra esperienza e conoscenza diretta della razza.

La pecora Frisona produce 5 litri di latte al giorno?

La domanda è di per se fuorviante. La produzione di latte va considerata nell'ambito dell'intera lattazione. La quantità e la distribuzione della produzione così considerate danno una risposta più valida per conoscere le potenzialità della pecora. Una Frisona ottenuta da un buon lavoro di selezione, quindi con una genetica controllata, sana e condotta con i corretti metodi di alimentazione può dare in media 600 litri di latte su una lattazione di 270 giorni. Questi sono valori che su un gregge omogeneo, selezionato e ben gestito possono costituire un obiettivo ottenibile. All'interno del gruppo ci saranno soggetti con produzione inferiore, le primipare o le pecore oltre gli 8-9 anni di età o quelle non performanti per problemi di salute o alimentazione, e ci saranno le star che possono raggiungere valori anche di molto superiori (su 100 Frisone ben selezionate circa il 2% può raggiungere i 1000 litri). Ciò che in definitiva conta è il valore medio poichè solo su questo si può realisticamente calcolare la redditività dell'allevamento.

La pecora Frisona produce però mangia molto?

La semplificazione aiuta a capire ma non spiega. Una buona pecora Frisona pesa in media 70 kg. e produce in un anno circa 600 litri di latte e 2/3 agnelli. E' del tutto evidente che per sostenere quei livelli richiede un'alimentazione maggiore e migliore rispetto ad una Sarda di 45 kg. con 200 litri e 1,5 agnelli.
Prendiamo il caso invece di una Lacaune da 400 litri e 1,5 agnelli, la quantità della razione è pressochè simile. Cambia la qualità, avendo la Frisona esigenze superiori in particolare per quanto riguarda la quantità di proteina da assumere giornalmente, cosa che richiede di impostare la razione in modo differente sia per quanto concerne i suoi componenti sia per la sua distribuzione nella giornata. Ciò che alla fine importa sono i risultati netti, sui quali si può facilmente fare i conti. Solo considerando la resa in latte annuale per eguagliare 50 Frisone occorrono 150 Sarde oppure 75 Lacaune. Sommando alimenti, spazio, lavoro ed energia il miglior risultato è sempre favorevole alla Frisona a conferma di quanto noto a tutti gli allevatori esperti e cioè che a far la differenza è la produttività. L'animale che costa di più è quello che non produce.

Come sono i contenuti in grasso e proteine del latte?

I valori medi espressi dalla razza Frisona sono tra il 10 e il 12% (grasso + proteine), in linea con quelli delle altre principali razze da latte. Grazie al miglioramento condotto le fattrici dell'Allevamento Le Motte esprimono attualmente un valore medio del 12-13%. Abbiamo raggiunto su alcune linee il valore del 16% che rappresenta un risultato di estrema importanza e utilità ai fini della resa casearia. Questo valore ci indica un obiettivo da estendere su un numero via via maggiore di linee femminili attraverso l'opera di selezione ed incrocio che procede generazione dopo generazione. E' necessario rilevare che i titoli individuali sono il frutto della predisposizione genetica e, in misura minore, della qualità dell'alimentazione dell'animale. Per raggiungere quindi i valori massimi occorre che entrambi i fattori, genetica ed alimentazione, siano ottimizzati.


Pascolo o stalla?

Stalla senza dubbio. Per carattere e mansuetudine la pecora Frisona tollera senza problemi la stabulazione fissa. Non si presta al pascolo vagante e all'alpeggio. Il pascolamento di breve raggio intorno all'ovile, possibilmente in recinti da usare con turnazione che consenta una ricrescita dell'erba, è naturalmente accettato per qualche ora al giorno, ma sempre fatto rispettando le esigenze alimentari dell'animale e quindi senza sacrificio della razione quotidiana stabilita. Nelle pecore destinate alla produzione ottimale di latte l'erba non può sostituire la razione bilanciata prevista, solo integrarla.
Nell'ovile è necessario curare correttamente le misure per garantire l'accesso alla mangiatoia senza che si creino competizioni (3 capi a m. in produzione, 2 a m. in gravidanza), e prevedere uno spazio adeguato per la stabulazione. Nelle corsie ad un affaccio sul corridoio di alimentazione la profondità deve essere almeno di 2,5 m. Altezza e aperture devono essere idonee ad assicurare ventilazione adeguata e temperature fresche nei periodi estivi più caldi. La Frisona non teme il freddo ma in clima persistentemente caldi non può offrire la sua produzione potenziale. Bene quindi l'ambiente montano o collinare fresco. Particolari attenzioni sono richieste negli ambienti dell'Italia centro meridionale e insulare, a maggior ragione se non si opera in altura.


La Frisona soffre il caldo?

La lattazione particolarmente lunga, circa 9 mesi, si distribuisce inevitabilmente anche nel periodo estivo. Il caldo deprime la produzione di latte particolarmente quando si superano i 30°C e sopratutto quando queste temperature si protraggono per lunghi periodi. A 30-35°C il calo di produzione quotidiano raggiunge il 20-25% rispetto alla norma. Per  ridurre lo stress da alte temperature e diminuire i rischi collegati alle possibili insorgenze di acidosi subcliniche è sempre raccomandabile aggiungere alla razione 20-25 gr. per capo/giorno di bicarbonato di sodio. Risulterà migliorata l'assunzione di alimento, la salivazione e l'acidità ruminale . In queste circostanze è anche consigliabile aumentare la quota di polpe di bietola da unire al pastone. Sono molto appetite e gradite dalle pecore e  portandone la quantità a 300-350 gr. al giorno per capo si compensa la diminuita assunzione di fibra da altre fonti. In complesso con queste due misure si riesce a mantenere più contenuto il calo di produzione di latte, migliorando nel contempo il benessere e la condizione degli animali.
Uno dei pregi della Frisona è la capacità di riprendersi bene dagli stress, quindi se le punte di caldo durano 7-10 giorni , superati questi la pecora torna in breve ai suoi valori produttivi standard. Se invece il periodo di alte temperature si allunga, il calo produttivo si mantiene. Difficilmente comunque la Frisona perde il latte e ciò rende possibile il recupero dei normali livelli di produzione una volta superato il periodo critico.


E' delicata la pecora Frisona?

Questo è un argomento che genera spesso equivoci. La resistenza in sè non è un valore assoluto, ma va messa sempre in relazione a circostanze specifiche. Se per esempio mettiamo una pecora Frisona e una Sarda in un pascolo gelato a -15°C battuto dal vento, la prima è indifferente e la seconda soffre. Possiamo affermare per questo che la Sarda è delicata? Forse è meglio dire che in quella situazione è male impiegata da un punto di vista zootecnico. La Frisona utilizzata correttamente secondo le condizioni per le quali è vocata, offre capacità di resistenza, adattamento e superamento degli stress superiori ad altre razze . In particolare per la stabulazione fissa, l'allevamento biologico misto con libero accesso al pascolo di prossimità con la stalla risulta la più idonea per capacità di adattamento e livello dei risultati offerti.


L'alimentazione può essere solo basata su erba e fieno?

Certamente si. Erba e fieno in quantità adeguate e di buona qualità possono essere sufficienti ma non bastano a supportare le elevate potenzialità di produzione della pecora Frisona, le quali per essere pienamente svolte richiedono un'alimentazione più completa e ricca di energia e proteine.
Quindi l'allevatore che intende utilizzare pienamente l'animale deve ricorrere ad un regime alimentare mirato che tenga conto dei fabbisogni stimati nelle diverse fasi biologiche della pecora che possono essere sintetizzate come segue: fase di accrescimento sino alla maturità, fase pre-ovulazione, primi 3 mesi di gravidanza, ultimi 2 mesi di gravidanza e inizio lattazione, fase di recupero post-gravidanza, fase di lattazione, fase di asciutta.
Per ottimizzare le prestazioni della pecora nell'allevamento professionale a ciascuna di queste fasi corrisponde un regime alimentare specifico che va attuato per mantenere le prestazioni produttive (latte e agnelli) sui migliori livelli corrispondenti alle potenzialità del singolo soggetto.


Pecora ed ariete, stessa alimentazione?

L'ariete è chiamato ad uno sforzo produttivo diverso e distribuito diversamente rispetto alla pecora ed è corretto farlo coincidere con una alimentazione che ne rispetti le esigenze. Le fasi principali della vita produttiva dell'ariete possono essere così riassunte:
1- fase di relax, razione standard,
2- preparazione alla stagione di monta, a partire da 2 mesi prima dell'inizio integrazione proteica della razione,
3- periodo di monta, aumento della frazione energetica della razione,
4- recupero della condizione fisica dopo le monte, aumento della frazione proteica sino al ripristino della condizione standard.


La Frisona può vivere solo in piccoli gruppi?

Nella sua terra d'origine, la Frisia, l'allevamento della pecora era storicamente delegato, come quello degli animali di bassa corte, alle donne. Serviva esclusivamente al sostentamento della famiglia contadina e al piccolo mercato locale di scambio tra azienda ed azienda. Il latte veniva consumato e trasformato in famiglia per l'uso domestico, in una regione dove tradizionalmente non si è mai affermato un vero e proprio consumo di trasformati di origine ovina. Nell'organizzazione produttiva dell'azienda contadina era quindi conseguenziale che il gregge fosse di piccola entità, di norma 10-15 capi. Per la natura di questi allevamenti , per la conduzione che se ne faceva e per la mancanza di un vero e proprio mercato diffuso per i formaggi pecorini,  la consistenza delle greggi, pur distribuite in tante aziende , non ha mai raggiunto grandi livelli. Questo ha anche determinato la difficoltà di diffusione della razza al di fuori della sua area d'origine. Mettere insieme anche solo 100 agnelle per avviare un allevamento più consistente in altre regioni era obiettivamente complicato e spesso impossibile a realizzarsi. Col passare del tempo e l'affermarsi dell'agricoltura moderna, mentre nella sua terra d'origine l'allevamento della pecora da latte non si è sviluppato, al di fuori di essa la razza non si era diffusa per i motivi citati. Lo sviluppo qualitativo della razza prodotto da quel sistema di allevamento ha comunque consentito di individuare nell'ariete Frisone il miglioratore d'eccellenza per la produzione di latte e per questo se ne è diffuso in tutto il mondo l'utilizzo per l'incrocio con altre razze. Esistono oggi al mondo allevamenti in purezza di pecore Frisone con consistenze elevate che smentiscono l'errata convinzione dei piccoli numeri. Questo è stato l'ingenuo errore di qualcuno che ha confuso un tipo di'organizzazione aziendale storicamente motivata con l'etologia dell'animale.


Gemellarità plurima, attenzioni supplementari

Non appena si ha cognizione che la pecora gravida porta tre o più agnelli, oppure la sua storia riproduttiva fa supporre che si trovi in questa condizione, conviene separarla dal gruppo per poterle assicurare condizioni alimentari migliori. Le pecore altamente feconde devono assumere, particolarmente nelle ultime 8-10 settimane di gravidanza, una razione più ricca di proteine e nel complesso più nutriente. Attenzione anche alla quota di calcio, da aumentare. Una integrazione vitaminica (A-D-E) è sempre necessaria. Dopo il parto il calo di condizione fisica è proprozionale al numero degli agnelli partoriti, quindi il recupero della condizione andrà favorito assicurando almeno per i tre mesi successivi le stesse attenzioni particolari. All'Allevamento Le Motte abbiamo sviluppato linee di elevata gemellarità che arrivano al 420%. Tale quota straordinaria comporta per questi soggetti una gestione più attenta e le femmine di questa linea non vengono vendute poichè potrebbero non essere facilmente integrate in un allevamento normale. I maschi, al contrario, sono soggetti di particolare pregio in grado di assicurare alla propria discendenza femminile un tasso di gemellarità pari o superiore al 200%.


L'importanza di una corretta e costante alimentazione

Abbiamo già ricordato i motivi per i quali una razione più nutritiva e abbondante sia necessaria alla Frisona per consentirle di esprimere pienamente le sue potenzialità produttive. Vale però ancora la pena di sottolineare gli sforzi produttivi ai quali è chiamata nel corso della sua vita. Ciò consentirà di comprendere meglio e di accettare con consapevolezza l'impegno richiesto da una corretta gestione dell'alimentazione. La piena maturità fisica dell'animale viene raggiunta intorno ai 30 mesi di età che in questo periodo è quindi in continuo e progressivo accrescimento. Già verso i 7 mesi la femmina raggiunge la maturità sessuale e di norma verso il nono mese inizia la sua prima gravidanza che porta a termine al 14°, procede con una prima lattazione fino verso al 21° ,ma già al 19° -20° viene nuovamente coperta e inizia la seconda gravidanza che si completa ai due anni appena compiuti. Parte quindi con la sua seconda lattazione che raggiunge normalmente i 270 giorni, ma già nel corso di questa avrà inizio la terza gravidanza. Non siamo ancora al suo terzo anno di vita e la pecora ha dovuto far fronte al suo normale accrescimento corporeo, 2 gravidanze e due lattazioni. Uno sforzo produttivo enorme che per essere assecondato e portato a termine con equilibrio e risultati corretti deve necessariamente essere sostenuto da un'alimentazione coerente. Nei suoi primi tre anni di vita la Frisona offre già risultati economici importanti e non comparabili con quelli delle altre razze e chiede di essere trattata per quello che vale e che può rendere.


La preparazione dei maschi alla monta

Si è già accennato a come gestire l'alimentazione dei maschi e ricordiamo quindi solo quanto sia importante che i maschi giungano alla soglia del periodo di monta in perfette condizioni fisiche e in piena forma. Se si prevede di utilizzare i maschi in un servizio di monta particolarmente gravoso, per numero di pecore da coprire, e a maggior ragione se si usano più maschi insieme nello stesso gruppo di monta è consigliabile aggiungere qualche altra precauzione. Circa un paio di mesi prima di immettere i maschi al servizio può essere necessario un richiamo della sola vaccinazione contro la Pasterellosi e un paio di settimane prima effettuare una terapia antibiotica con un'unica somministrazione di tilmicosina. Questo perchè l'attività intensa, complicata dall'inevitabile competizione che si instaura tra i maschi dello stesso gruppo di monta può indebolire le difese immunitarie e sensibilizzare l'animale alle tipiche patologie da affaticamento. Se si è in condizione di controllare il numero di coperture effettuate giornalmente, usando le apposite bardature, valutare anche la possibilità di far riposare a turno i maschi per un paio di giorni qualora il numero dei salti compiuti sia intorno a 8-10 al giorno.

Esempi di razione

Una pecora compie 8-10 pasti nel corso delle 24 ore. In teoria il fieno può essere messo a disposizione in un'unica soluzione, nella buona pratica è ragionevole frazionarne la distribuzione in almeno tre volte nel corso della giornata. I concentrati vanno invece dosati nella giornata in singole distribuzioni non superiori ai 400-450 gr. per capo adulto e 200-250 per i giovani. Nel decidere come alimentare i propri animali è sempre opportuno fare riferimento alla possibilità di produrre in proprio gli alimenti o parte di essi e comunque alla  loro disponibilità locale. Gli ingredienti della razione possono infatti variare e la loro scelta va fatta in base ai costi, che possono essere molto variabili nelle diverse zone in base alla distanza dalle zone di produzione e di origine. E' necessario assicurare sempre una corretta alimentazione e un giusto apporto dei vari nutrienti in base alle specifiche esigenze delle categorie di animali (agnelli da rimonta, pecore in asciutta, pecore in lattazione e così via) e lo si può fare adottando strategie e scelte alimentari diverse. In particolare va posta attenzione alla preparazione della miscela dei concentrati, che è la parte della razione più importante per assicurare l'apporto energetico e proteico necessario a sostenere lo sforzo produttivo che si richiede agli animali e per consentire loro di svolgere al meglio le loro potenzialità.
Di seguito forniamo degli esempi su come  soddifare le esigenze nutritive in diverse fasi della vita della pecora Frisona, tenendo conto che gli ingredienti qui indicati corrispondono alle nostre condizioni locali di conveniente approvvigionamento.
Occorre ricordare che le leguminose a più alto titolo proteico sono la soia e il lupino dolce. Se quest'ultimo  non è disponibile o economicamente conveniente si suggerisce di sostituirlo con la soia. Pisello e favino hanno titoli proteici di poco superiori alla metà rispetto a lupino e soia, quindi per assicurare l'apporto proteico necessario alla Frisona andrebbero utilizzati in quantità doppia col rischio di eccedere le possibilità digestive dell'animale. Ai dosaggi suggeriti e in concomitanza con una regolare assunzione di fieno le razioni di concentrati che seguono non comportano in generale rischi di indurre acidosi ruminale.
Un accenno va fatto sulle necessità di abbeveraggio, da tenere in considerazione particolarmente dove l'acqua viene somministrata col secchio. Il consumo di una pecora adulta in lattazione alimentata a secco va considerato nell'ordine dei 6-8 litri quotidiani. L'accesso all'acqua va sempre garantito. L'uso dei rulli di sale zootecnico è sempre consigliato.

RAZIONE AGNELLE DA RIMONTA
La miscela da somministrare umida si compone di:
Orzo granella 10%
Favino 17,5%
Lupino dolce 17,5%
Crusca 30%
Girasole semi 5%
Mais sfarinato 10%
Polpe di bietola 10%
(Favino, Lupino e polpe vanno tenuti a bagno per 12/24 ore)
Si aggiunge a 1 kg. di miscela 20 gr. di carbonato di calcio, 20 gr. di bicarbonato di sodio e la giusta dose di un complesso vitaminico A-D-E.
1 kg. di miscela così composta , che corrisponde a 1 UF, apporta circa 140 gr. di proteina digeribile e 900 gr. di sostanza secca.
Si parte con 300 gr. al giorno ad inizio svezzamento crescendo proporzionalmente all'aumento di peso dell'animale (circa 150 gr/giorno ogni 10 kg di incremento del peso). Sempre meglio in almeno due somministrazioni giornaliere. Ai dosaggi suggeriti l'assunzione di sostanza secca da concentrato è nell'ordine del 40% del totale se l'animale dispone della corretta quantità di fieno.
Il fieno deve essere o sempre a disposizione o somministrato non meno di 4 volte nel corso della giornata con un assunzione che può essere stimata in circa 1,5 kg. all'inizio per poi salire fino a circa 3 kg. quotidiani quando il capo ha raggiunto il peso adulto.



L'utilizzo, la copia, la riproduzione di testi e contenuti in questo sito sono soggetti ad autorizzazione e con obbligo di citazione della fonte. Data di inizio pubblicazione 2008.
Azienda Agricola Le Motte - Bagno di Romagna - FC

MANDA QUESTA PAGINA AD UN AMICO

Tell a Friend







Site Map